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    Federer perde in Davis dopo 8 anni

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    A Djokovic il “Laureus World Sportsman of the Year 2011″

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    Incontra dal vivo Rafa Nadal con “Bacardi Limited”

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    Australian Open 2012: Djokovic si conferma re d’Australian respingendo l’assalto di Nadal

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    Australian Open 2012: vittoria e primato Wta per Victoria Azarenka

    Due piccioni con una fava… Così la bielorussa Victoria Azarenka, nella partita che valeva oltre al titolo degli Australian Open anche il primato in classifica, gioca in maniera perfetta, contro un’avversaria anch’essa, Maria Sharapova, che ispirava al medesimo risultato. 6-3 6-0, un’ora e 22 minuti sono bastati a spazzare via ogni dubbio. Il circuito Wta spera con la Azarenka di aver trovato la nuova leader e punto di riferimento, visto che da un anno esatto ad imporsi nei tornei del [...]

 

Inviato da umberto Il 18 dicembre 2008

Questa una delle rivelazioni fornite da Rafael Nadal al corrispondente della Gazzetta dello Sport, dove il tennista spagnolo fa il punto della stagione appena passata e su quella che verrà.
Ecco l’articolo completo pubblicato su Gazzetta.it
MADRID (Spagna), 17 dicembre 2008 – Il giro a golf “non è andato bene”. Il ginocchio destro che gli ha vietato la finale di Davis “sta bene, anche sotto sforzo, mi fa più male la spalla, mi sono allenato molto nelle ultime 3 settimane”. Gli amici sono sempre tanti, e calorosi, come i tifosi, compresa la bimbetta con una malattia rarissima che l’eroe di Spagna incontra dietro le quinte, con mille sorrisi e una promessa: “Chiamami a Maiorca, giochiamo un po’ a tennis, non c’è problema”. Gli impegni del numero 1 del mondo, Rafa Nadal, sono sempre tantissimi: dalla Partita contro la Malaria alla Gazzetta dello Sport.
Il trionfale 2008 come ha cambiato Rafa?
“Io sono sempre lo stesso, non penso ai record e al passato, ma a giocare bene. Se cambiassi sarei stupido”.
Ma un po’ di rilassamento sarebbe anche possibile. Come si ricaricano le motivazioni?
“Con l’allenamento. Sono fortunato: il tennis è la mia passione, mi piace tutto. Ma se perdessi le motivazioni smetterei subito. La classifica, i risultati? Conta quello che hai dentro e che ti spinge, oppure no”.
Il piede, il ginocchio, gli stop: quanti allarmi per Rafa.
“Queste cose le sento dire da 5 anni e sono sul Tour da 7. E non è una carriera breve e a questi livelli. Certe volte la gente parla di cose che non sa. E non vede che, magari, sono anche cambiato: per esempio, corro molto meno di tre anni fa, perché sto di più dentro il campo. Anche se certo non giocherò altri 7 anni”.
Ma potrà davvero tenere il ritmo del 2008?
“Qualche preoccupazione l’ho anch’io, spero che dopo il primo torneo ritroverò il mio ritmo, di gioco e di vittorie”.
In campo, l’uomo forte del tennis ha qualche preoccupazione o magari qualche paura?
“Al via della partita, io accetto soltanto l’idea che posso vincere o perdere. Ma se ho davvero paura non vinco più”.
Così ha rovesciato tante partite, a cominciare dalla finale di Wimbledon?
“Lì potevo aver paura di giocare contro il più forte sull’erba e magari di sempre. E potevo aver paura quando Roger mi ha ripreso da due set a zero”.
E invece?
“Invece mi sono detto: Potevi vincere al quarto, ma sei al quinto, tieni a tutti i costi il servizio nei primi giochi, vediamo che succede se stai lì fino a 4-4, 5-5. Allora anche lui può tornare a pensare: Posso ancora perdere”.
Dice: “Abraca- dabra”, e via?
“Devi dire: “Voglio vincere talmente tanto, questa partita e questo torneo, che lui non mi batte”. Devi essere sicuro che darai non il 100, ma il 200%. Devi proprio crederci. Più dell’avversario. Perché poi, nei momenti decisivi, tutto può succedere”.
E questo vale sia al Roland Garros dove è sempre favorito, come a Wimbledon, che Federer vinceva da 5 anni?
“Al Roland Garros sono sempre stato il favorito, anche al primo. A Wimbledon è stato un cammino più duro: la prima finale è stata un sorpresa, la seconda è stata dura, soprattutto con quel sorteggio, ma ce l’ho fatta, e ho giocato 5 set con Roger, anche se poi negli spogliatoi ho pianto per mezz’ora”.
Strano, per uno come Rafa.
“Mi è successo solo un paio di volte: una contro Blake, al Masters nel 2006, persi da 4-0 e palla del 5-0. Ma Wimbledon è Wimbledon… Avevo avuto un’occasione, mi sarebbe capitata ancora?”.
Le è capitata.
“A Wimbledon ho avuto un sorteggio duro, non ero il favorito, ho giocato più d’istinto che di tecnica, non sapevo dove andavo, sono arrivato alla finale e ho vinto una partita incredibile. Che sollievo… Ho realizzato un sogno: cambia un po’ la carriera, non la vita. Che, per mia fortuna, non è solo tennis”.
La vittoria e la sconfitta sono due impostori.
“No, c’è sconfitta e sconfitta. Fa sempre male. Certe volte ti dici: “Hai perso, ma sei sulla strada buona”. Così è stato ad inizio stagione, tornei, quando non vincevo. Ma crescevo”.
E il rapporto con Federer ora come va?
“Un numero e una partita non mi fanno migliore di lui. Roger resta Roger: un campione che ha mostrato a tutti come si può restare una persona normale ed avere rapporti normali con tutti. Io, per fortuna, lo sapevo già”.
Quindi Nadal non è più forte di Federer?
“Nadal è migliorato e spero che migliori sempre tanto”.
Sarà ricordato per l’accoppiata Roland Garros-Wimbledon 28 anni dopo Borg o sarebbe meglio vincere il quinto Roland Garros di fila?
“Mi piacerebbe che si dicesse: “Che brava persona è stato Nadal”. Comunque, record per record, è più duro rivincere lo stesso torneo più anni di fila”.
Dove passa il Natale una brava persona che si chiama Nadal?
“A casa, a Maiorca, il 24, starò con tutti i parenti, i tanti nipoti, a mangiare gamberi alla griglia. Quello è il miglior regalo che mi possono fare. Quello è il mio futuro: una bella famiglia, nella mia isola, e tanti bambini. Anche se è presto per pensarci”.

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