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    Federer perde in Davis dopo 8 anni

    Roger Federer perde la sua imbattibilità in Coppa Davis dopo 8 anni e mezzo. Succede sulla terra rossa indoor di Friburgo, contro lo statunitense John Isner. L’ultima sconfitta Davis per Federer in singolare fu quella subita nel lontano 2003 da Lleyton Hewitt a Melbourne.

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    A Djokovic il “Laureus World Sportsman of the Year 2011″

    Djokovic meglio del campione del mondo di F1 Sebastian Vettel, del velocista Usain Bolt, di Cadel Eva s vincitore del Tour, e molti altri grandi campioni dello sport. A lui, il prestigioso premio “Laureus World Sportsman of the Year 2012″. I tennisti non sono nuovi in questo campo, infatti nel 2011 il riconoscimento andò a Rafael Nadal, mentre Roger Federer lo fece suo per quattro anni consecutivi, dal 2005 al 2008.

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    Incontra dal vivo Rafa Nadal con “Bacardi Limited”

    BACARDI “CHAMPIONS DRINK RESPONSIBLY” OFFRE LA POSSIBILITÀ DI GIOCARE CONTRO RAFAEL NADAL La campagna “Champions Drink Responsibly” di Bacardi Limited offre la possibilità di battere Rafa Nadal – il suo Global Social Responsibility Ambassador – servendo un ace contro di lui in un gioco online: ACE RAFA Come parte della campagna “Champions Drink Responsibly”, per la sensibilizzazione sui temi della responsabilità sociale, “Bacardi Limited” lancia un concorso mettendo in palio un premio speciale: la possibilità di incontrare il campione di [...]

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    Australian Open 2012: Djokovic si conferma re d’Australian respingendo l’assalto di Nadal

    Si preannunciava una battaglia e battaglia è stata 5 ore e 53 minuti sul campo di Melbourne per la finale degli Australian Open 2012 tra il n. 1 del mondo Novak Djokovic e Rafael Nadal, nella Rod Laver Arena, tirando colpi all’ennesima potenza da una parte, e recuperi impossibili dall’altra. Entrambi sul finale possibili vincitori, è però Djokovic ha spuntarla, eguagliando imprese dei soli Rod Laver, Pete Sampras, Roger Federer e Rafael Nadal, unici vincitori dell’era open di tre titoli [...]

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    Australian Open 2012: vittoria e primato Wta per Victoria Azarenka

    Due piccioni con una fava… Così la bielorussa Victoria Azarenka, nella partita che valeva oltre al titolo degli Australian Open anche il primato in classifica, gioca in maniera perfetta, contro un’avversaria anch’essa, Maria Sharapova, che ispirava al medesimo risultato. 6-3 6-0, un’ora e 22 minuti sono bastati a spazzare via ogni dubbio. Il circuito Wta spera con la Azarenka di aver trovato la nuova leader e punto di riferimento, visto che da un anno esatto ad imporsi nei tornei del [...]

 

Inviato da umberto Il 5 dicembre 2008

Toni Nadal, lo zio allenatore ovviamente di Rafa Nadal, racconta il n°1: “L’educazione gliel’ha insegnata il padre. Con me ha imparato a disciplinarsi, ad essere sempre duro e a non cercare scuse. Tanti vincono, ma pochi lo fanno così tanto e così a lungo”

Questa è l’estratto dell’intervista, che in seguito riportiamo integralmente, rilasciata da Toni Nadal, lo zio allenatore del grande campione spagnolo, comparsa in questi giorni sul sito de “La Gazzetta dello Sport”, raccolta dall’inviato Vincenzo Martucci.

Qual è la prima regola dell’allenatore più invidiato?
“L’educazione e il rispetto: per te, per l’avversario, per il pubblico, per gli altri. Quando hai un buon rapporto col prossimo, ascolti meglio i consigli, li accetti e li capisci. E migliori anche nello sport. Lui l’educazione l’aveva già, dal padre”.
Facile parlare così con un allievo come Rafa.
“Chi deroga una volta, cercherà sempre una seconda eccezione. E scaricherà le responsabilità, dando la colpa alla racchetta, all’allenatore, al campo. A 10 anni, Rafael passò un’estate a pescare con gli amici, quando rigiocò perdeva e si lamentava. Gli dissi: “O ti alleni per diventare pescatore o tennista”. Lui in carriera ha rotto una sola racchetta e per sfortuna”.
E non ha avuto ricadute?
“Quattro anni fa, mezz’ora prima di giocare contro Hanescu, aveva in mano 4 croissant al cioccolato. Carlos Costa, il suo manager, mi disse: “Fermalo, non può mangiare ora”. Io risposi: “Fossi matto, se gli viene mal di stomaco capirà”".
Disciplina è uguale a risultato?
“Nello sport la realtà è sempre molto semplice. Il fracasso c’è solo se non lavori e non ti adegui ai cambiamenti e li adatti alle abilità corporali. Non siamo tutti uguali, e non tutti i punti valgono lo stesso”.
Adattarsi, altra parola-chiave di zio Toni.
“Agli Us Open 2005, Rafael si lamentava per le palle. Gli dissi: “Tanto non le cambiano, se vuoi torniamo a Maiorca”. A Pechino, non si ritrovava, l’ho spronato: “Tranquillo, vedrai che non giocherai tanto male”. E ha vinto l’oro. L’adattamento è forza mentale”.
Anche la forza mentale s’allena come i colpi?
“Certo, parlando tanto, anche con durezza, per mantenere la disciplina. Bisogna essere duri perché la vita è dura. Se no non vinci 4 volte Parigi e non fai la doppietta con Wimbledon. Tanti giocano bene, pochi ci riescono per tanto tempo e a così alto livello”.
Ma Rafa è sempre così duro?
“Un anno fa, ha perso netto con Nalbandian e Youzhny. Gli ho detto: Lotta fino alla fine, per avere un’ultima possibilità. Lotta, come a 8 anni, quando ti misi in campo contro quelli di 12, dicendoti: “Se le cose vanno male, io che sono un mago, farò piovere e fermerò la partita”. Rafael era sotto 3-0, ma strappò il 3-2, prima della pioggia. E,, mentre ci riparavamo, mi disse: “Fermala, posso vincere”.
Mentalmente, Rafa è più forte di Federer?
“Mettiamola così: se avesse il tennis di Roger non perderebbe mai. Rafael ha un grande rispetto per Roger. Due anni fa a Montecarlo, prima della finale, mi disse: “Ma come faccio a batterlo? Ha il miglior dritto, la miglior volée, il miglior servizio, il fisico migliore…”. E io lo spronai: “O non giochi proprio, oppure metti in campo quello che hai”.
Qualità e difetti di Rafa?
“Tecnicamente, ha la capacità di mettere la palla dentro il campo, ha abilità tennistica, ma non eccezionale. Ha avuto l’intelligenza di tenere sempre la stessa squadra, dall’allenatore al preparatore atletico, e anche alla fidanzata. Che è del suo popolo”.
E come uomo?
“E’ buona gente, ha rispetto ed educazione. E disordinato e, come tutti i giovani, non ha molto interesse per il mondo e la cultura”.
Chi è l’allenatore di Rafa?
“Ho passione, ho l’esperienza di tanta scuola coi ragazzi, a Maiorca. Molto ho appreso con Rafael. Molto so da Solone: “Senza metodo, ordine, volontà e fatica non esistono né genio né trionfi”".
Leggiamo il 2009.
“Intanto, non sarà soprattutto più Federer-Nadal. Piuttosto che vincere gli Us Open, io preferirei quindi battere il record di Borg e vincere il quinto Roland Garros di fila: perché è con i primati che passi alla storia. Rafael somiglia a Borg come forza mentale ma ha più intensità: è a metà fra Bjorn e Connors, con un’espressività del corpo più vicina a Jimbo”.
Rafa si fa male più di Federer.
“Anche Roger si è fermato. Rafael è da 6 anni sul Tour e ha fatto subito grandi sforzi con un corpo in formazione. A 30 anni non lo vedo più in campo, ma è giusto così. Così come a 16 doveva giocare già coi pro: meglio rischiare nei Futures e fare subito esperienza che mettersi pressione e perdere “l’illusìon” (la convinzione), fra gli juniores. Lui, a 13 anni, aveva lasciato il calcio solo perché a tennis vinceva di più”.
Sul duro, Rafa vince meno.
“Lì Rafael paga il tempo diverso che c’è nell’arrivo sulla palla e nell’impatto, rispetto alla terra. Contro Federer impone ritmi più bassi, contro Djokovic deve tenere l’iniziativa. L’obiettivo conciliare tutto questo con l’aggressività”.
Il servizio è sempre il suo Tallone d’Achille.
“Un po’ è colpa mia: Rafael è destro in tutto, tranne che a calcio e a tennis. Da bambino, sviluppava più potenza da sinistra e l’ho impostato da mancino. Ma, col sinistro, ha difficoltà di coordinazione anche solo nel lanciare la palla”.
E il prossimo Nadal è Boluda?
“I giovani più forti, in Spagna, sono Rafael e Granollers. Per il futuro sono un po’ preoccupato. E’ cambiata la mentalità,, anche fra gli allenatori”.
Categorie: NADAL Rafael

 

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